Gli Organi della Fondazione sono:

 

Il Presidente: è il legale rappresentante della Fondazione e attualmente svolge anche la funzione di direttore generale.

 

  • Don Corrado Cannizzaro

 

Consiglio di Amministrazione: definisce gli indirizzi strategici della Fondazione e verifica l’andamento della gestione e il raggiungimento degli obiettivi.

 

  • Don Corrado Cannizzaro (Presidente)
  • Don Gianni Antoniazzi (Consigliere)
  • Dott. Alessio Bui (Consigliere)
  • Dott. Filippo Brass (Consigliere)
  • Don Diego Sartorelli (Consigliere)

 

Il Consiglio Direttivo: strutturato per aree di competenza coadiuva il presidente nella gestione ordinaria della Fondazione.

 

 

Il Revisore Unico: vigila sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione.

 

  • Dott.ssa Claudia Benvenuto

L'Opera Santa Maria della Carità è una Fondazione di Religione, senza scopo di lucro, che opera nel campo caritativo-assistenziale seguendo criteri gestionali basati sulla “coniugazione” dei concetti di efficienza ed efficacia. Tutta la sua azione ha come premessa culturale la visione cristiana dell’uomo e della società e tende a promuovere la centralità della persona umana, sforzandosi costantemente di valorizzarne la dignità, impegnandosi ad offrire serenità, responsabilità e autonomia ad ogni persona, creando spazi comuni di espressione e di incontro ed un clima familiare che rafforzi i vincoli di solidarietà, di amore, di rispetto reciproco.
L’educazione cristiana e l’assistenza caritativa a chi più ha bisogno sono le motivazioni alla base di tutte le iniziative dell’Opera. Il proposito è di offrire ai diversi utenti servizi caratterizzati dalla qualità, dalla relazione e attenzione all’ospite e alle sue molteplici esigenze, in una visione integrale della persona.

 

La Fondazione intende porre particolare attenzione all’ascolto e alla valorizzazione del personale, oltre che alla comunicazione con l’esterno e alla collaborazione con i diversi “stakeholders”, istituzionali e privati. L’ambiente di lavoro costituisce un importantissimo fattore per la promozione e lo sviluppo della persona. L’interazione con l’ambiente esterno non può che svolgersi attraverso la collaborazione e la crescita comune per favorire l’evoluzione complessiva del sistema economico e sociale in cui si opera e per la responsabilità sociale a cui ognuno è chiamato. L’Opera garantisce e promuove l’assistenza spirituale cattolica, nel rispetto della libertà di coscienza e di espressione religiosa di tutti gli ospiti e del personale dipendente.

 

A più di trent’anni di distanza dalla scomparsa del suo fondatore, l’Opera Santa Maria della Carità continua a dare risposte diversificate e a trasformare e innovare servizi e strutture, con le stesse caratteristiche di attenzione alle esigenze e ai mutamenti dei disagi e dei bisogni.

Le radici più antiche dell’Opera Santa Maria della Carità risalgono all’intensa passione caritativa di Mons. Giuseppe Olivotti. Egli, futuro Vescovo ausiliare di Venezia, utilizzando ampiamente non solo il lavoro ma anche il patrimonio personale, negli anni del dopoguerra diede vita a una serie di attività assistenziali dislocate nell’intero territorio veneto, intitolandole alla Beata Vergine Maria: Santa Maria del Mare, Santa Maria della Laguna, Santa Maria del Sole, Santa Maria del Bosco, Santa Maria in Campis, Santa Maria delle Alpi, Santa Maria del Lago, Santa Maria del Cadore, Santa Maria di Fatima. Le «Sante Marie» – come ben presto vennero indicate dai veneziani – offrirono sin dall’inizio una molteplicità di servizi e di assistenza (ospedali, preventori, laboratori, scuole, colonie montane e marine, istituti di accoglienza…), rivolgendosi soprattutto alle necessità dei più piccoli e dei più deboli.

 

Il 15 gennaio 1958 il patriarca Angelo Giuseppe Roncalli, con Decreto canonico, erige la Fondazione di Religione «Opera Santa Maria della Carità», riconosciuta civilmente il 12 gennaio 1959 con Decreto del Presidente della Repubblica. Nasce così lo strumento giuridico-amministrativo che consente di dare continuità a tutte le opere iniziate.

 

All’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, sotto la guida di mons. Mario Senigaglia – secondo successore di mons. Olivotti – l’Opera conosce una nuova fioritura. Il mutare delle situazioni storiche, l’evolvere del servizi sociali pubblici, il progressivo innalzarsi dell’età media della popolazione nonché l’affacciarsi di nuove problematiche che toccano il il welfare cittadino, inducono a operare grandi innovazioni: nello spirito e nell'ottica del servizio ai più bisognosi, l’Opera pone maggiore attenzione agli anziani, soprattutto non autosufficienti, ma anche ai disabili fisici e psichici, tossicodipendenti, compresi i malati di AIDS, per i quali apre una delle prime strutture a livello nazionale, finalizzata ad una risposta residenziale extraospedaliera. Servizi nuovi si sviluppano, mentre altri, ormai desueti, vengono chiusi: alcune case “storiche” nelle località di montagna, non più utilizzate, vengono dismesse per acquisire o costruire nuove strutture.

 

Viene così a configurarsi la fisionomia dell’Opera così come risulta ad oggi:

 

  • 1981: S. Maria del Mare (Pellestrina) diventa Casa dell’Ospitalità per anziani non autosufficienti;
  • 1982: Santa Maria di Fatima (Conegliano, poi a Zelarino) Comunità alloggio per minori in difficoltà;
  • 1984: Comunità Emmaus (Pellestrina, poi a Zelarino) per tossicodipendenti e alcoldipendenti;
  • 1991: Comunità Il Gabbiano (Pellestrina) per malati di AIDS conclamato;
  • 1997: Casa Madonna Nicopeja (Lido – Alberoni) per disabili fisici e psichici, centro Diurno e Gruppo Appartamento;
  • 1997: Residenza Santa Maria del Rosario (Mestre – Carpenedo) per anziani non autosufficienti;
  • 2003: Centro Nazaret (Zelarino) per anziani non autosufficienti, persone affette da demenza senile, S.A.P.A. (sezione ad alta protezione Alzheimer) e hospice per malati terminali oncologici;
  • 2005: Centro Santa Maria Immacolata (Zelarino) residenzialità protetta per anziani in lieve perdita di autonomia;
  • 2009: Centro Diurno Modulare Bellinato-Zorzetto (Mestre – Cipressina) per disabili fisici gravi e gravissimi.

L'Opera Santa Maria della Carità, nata per volontà e impegno personale del Vescovo ausiliare di Venezia Mons. Giuseppe Olivotti, è una Fondazione di Religione eretta dal Card. Patriarca Angelo Giuseppe Roncalli il 15 gennaio 1955 e riconosciuta civilmente il 12 Gennaio 1959 con Decreto del Presidente della Repubblica. L'attuale Presidente è Don Corrado Cannizzaro. 

 

 L’Opera Santa Maria della Carità da oltre cinquant’anni è presente sul territorio della città di Venezia e della provincia e opera nel campo dei servizi alla persona in condizione di bisogno e non autosufficienza nell'ambito socio-sanitario. Ancora oggi continua ad essere testimonianza viva dell’attenzione concreta della Chiesa veneziana per le situazioni di maggior bisogno, con lo stile della Carità di Cristo che pone al centro l’uomo, tutto l’uomo.

 

L’Opera Santa Maria della Carità, in regime di convenzione con gli Enti pubblici e l'Azienda Socio-Sanitaria locali, gestisce:

 

  • residenze per anziani autosufficienti, non autosufficienti e malati di Alzheimer;
  • comunità per minori in difficoltà;
  • comunità per disabili fisici e psichiatrici;
  • comunità per tossicodipendenti e alcooldipendenti;
  • comunità per malati conclamati di AIDS;
  • hospice per malati terminali oncologici.